domenica, 15 luglio 2007 16:18 in
varie DOMENICA 15 LUGLIO 2OO7
REGINE, RE, PRINCIPI E PRINCIPESSE
Stavo rileggendo:
Dani,
un tempo che non è molto lontano dallo scorso anno, stare in quella squadra era un vanto, era la migliore in assoluto, lo era sempre stata,il sogno di quasi tutti i piloti, perché cazzo quella non era una clienti, non era un team privato, quella era la regina che dominava incontrastata, era lei, che stava in quel team: Repsol Honda. Lo si vedeva lontano 1000000 metri chi dominava, quale era la migliore e te eri dentro, ci stavi, al tuo primo anno di permanenza nella classe regina, il re con le due regine. Ma oggi? Oggi c’è un re senza scettro e senza corona, perché una regina l’ha abbandonato, tanto che il re è messo in dubbio da tutti e molti si divertono pure a spararci cattiverie sopra. Ma nessuno vuole capire che quel Re c’è? C’è sempre stato è lì e tira fuori il massimo e tira fuori anche tutta la sua maturità da campione. Adesso quella sua fedele compagna non lo è più, è cambiata e non si capiscono il re e la sua regina. Ma questa regina non è lei, non è colei che mette le ruote davanti a tutti, è qualcos’altro, venuta da mani diverse che non l’hanno saputa educare, che hanno cercato ma non hanno centrato. Ed è questo che vedevo oggi, un re la cui regina non sorrideva, che metteva il broncio e di passi più lunghi non ne voleva fare. Stamani mattina mi sono svegliata molto tardi, ma comunque in tempo per seguire il warm up delle 125, delle 250 e della MotoGP. Ovvio. Poi dopo la gara, e stavolta era diverso perché era sabato e questo sabato è un sabato importante, è l’anno immaginario che è trascorso da quando iniziò tutto. Dani, in questi momenti farti sentire che i tuoi tifosi ci sono sempre e a maggior ragione quando la tua regina non si comporta da tale, è la cosa che più vorrei fare. So che hai persone attorno a te che ti amano e quindi mi sento tranquilla. Dani, io ti capisco, tu che vedi lo scettro e la corona su un’altra moto e a questo punto le altre moto sembrano anche brillare di più. Perché la tua veramente non brilla, manda qualche sprazzo opaco e se le altre iniziano a salire, fanno tentazione. Però lo sai, che un errore non si ripete, almeno chi è stato in alto non lo ricompie. Dani te sei un bocconcino nel paddock, è logico, sei un re che ha bisogno del suo trono. Devi tenere duro, ma non devi reprimere, devi aprire le ali e se è giusto schiaffeggiare, perché tu sei importante e hai bisogno di qualcosa che sia al tuo livello. Cazzo, è un 4° posto non è un ultimo, però lo sappiamo tutti dai, tu vuoi la vittoria, perché ci stai bene con lei. E te la meriti tantissimo,insieme create una luce che nessun altro per me, può eguagliare. Quindi,coraggio,forza,animo,determinazione Campione!!!!! Un tempo…era un tempo, adesso guardiamo avanti.
Non deve brillare nessuna lacrima di rimpianto, solo la tua luce.
E penso…

Dani,
sono passati 15 giorni da quel giorno, quella sera in cui ti immaginavo addormentato sul tuo letto a guardare il soffitto, in un momento di solitudine e incertezza, in un momento in cui tutto sembrava andare a catafascio, un momento in cui il futuro era fatto di mille punti interrogativi che uno cercava di seminare con tanti punti esclamativi imperiosi. Ma sembrava tutto incerto, eppure la fiamma c’era dentro tutti, tutti i tuoi tifosi, noi ti siamo stati vicini seppur così lontani sperando di infonderti quell’ottimismo che la tua dolce bella compagna senza corona non riusciva a darti. Ed eccoci qui, che dire, Dani adesso sei alto sul podio, ma sei sul grado più alto, e quell’aria solenne si porta in valigia tanti ricordi, di un anno passato con la passione che mi accompagnava per mano e adesso mi prende e mi fa ballare e piangere su un’emozione così grande che è indescrivibile. Le parole sono dei limiti talvolta, basta guardare gli occhi, e oggi mi è bastato vedere te che impennavi, i tuoi occhi emozionati, le lacrime non ci sono state dentro, le urla non resistevano erano in gabbia dentro al mio corpo. Adesso Dani, per favore non metterti a sedere, stai lassù con la tua solenni con il tuo scettro e la tua corona, stai là. Là sopra con la tua affascinante regina sorretta dalle sue scarpette d’oro, io vi racconto cosa successe un giorno non molto lontano. Uno di quei giorni che vorresti stringere a te come un cuscino, come quel cuscino che raccoglie sempre le tue lacrime notturne e ti coccola, facendoti sognare.
Certe volte in certi regni può capitare che le cose non vadano bene, a volte lassù nei palazzi più costosi di quella bellissima aristocrazia le cose vanno così storte da provocare la rivoluzione del popolo, perché le regine talvolta non fanno il loro dovere. In quei regni però nessuno si prende quella corona, perché guai appartiene a lei. Certo, in quei regni. Ma qui non è così. Questo non è uno di quei regni, se fai un errore lo paghi, e non con le proteste e basta. In questo regno le principesse sfilano con la loro bellezza cucita addosso e si rilassano, si preparano nei loro castelli con tutti gli amanti che si occupano di loro, perché loro le amano, e i re, i veri re le amano di una passione intensa che li porta a rispettarle sempre, una passione fatta di lunghe conversazioni e di carezze e di gas, gas a manetta. Sì, correva l’anno 2007 e nel regno incantato e fragile di cui ti ho parlato si andava spargendo la voce di una crisi, di un rapimento. Era stata rapita la corona alla Regina. Quella bella Regina, la moto suprema tra le docili principesse si era fatta togliere la corona e si doveva inchinare guardando la nuova moto rossa italiana, così forte, così bella. Ogni volta era un pugnalata al cuore per il Re che continuava ad esserlo, e nessuno gli credeva, solo perché sua moglie non aveva più la corona. Era una grossa pugnalata che scomponeva tutto, faceva di tutto un enorme disagio. Quel Re, se ti ricordi sei tu, il campione di sempre, la cui luce brilla sempre, e continuerà a farlo… così continuando la corona non ce l’avevi più, con tutte le sporche cattiverie di chi sa solo criticare te l’avevano tolta pure a te. Però noi c’eravamo sempre ed eravamo una delle tue corone più importanti, insieme alla tua voglia di fare, di arrivare, di dimostrare. E così.. così successe, nessun favore a nessuno, nessuna gentilezza, quando gli amanti sanno lavorare e la regina calza le giuste scarpe al Re brillano gli occhi, perché la Regina lo porta su un altro pianeta, su un altro mondo ad una velocità incredibile e gli regala e ci regala quel sorriso e quelle lacrime di gioia che ci siamo sempre tenute dentro, che ci sono sempre state. Quella mattina era successo, la regina si era svegliata con un rombo incerto, per ingannare tutti, sfilava con aria incerta ed è andata a trovare un altro castello e non l’ha rubata, se l’è ripresa quella corona e cazzo l’ha fatto vedere che lei c’è. Il Re, il Re abbagliato ritrovava finalmente la sua fedele compagna e rideva dietro quel casco, rideva tutto di lui era la felicità in persona, eri la gioia più brillante di tutti e le sue ali si sono aperte assieme a quelle della sua moglie… e c’era una stella, eri una stella sotto l’inno spagnolo che da sempre è stato tuo, sopra quel primo gradino che da sempre hai meritato e oggi hai preso a tutti, facendo vedere quale è la tua honda del mare, la prima, quale è la tua luce, la più brillante, la tua grandezza, la più grande.
Quindi RE E REGINA… GRAZIE,GRAZIE.GRAZIE.
